Eppure quasi nessuna famiglia italiana saprebbe cosa fare nelle prime 72 ore di un blackout esteso, di un'alluvione o di un terremoto. Non per pigrizia: perché nessuno l'ha mai spiegato in modo semplice e adatto all'Italia. Un ex vigile del fuoco ha deciso di rimediare.
INCHIESTA · SICUREZZA E FAMIGLIA
A cura della redazione · 9 giugno 2026
Nel giro di pochi mesi la Commissione Europea ha chiesto a ogni famiglia di saper resistere da sola almeno 72 ore in caso di crisi, la Francia ha già spedito il vademecum dentro le case, e la Protezione Civile italiana lo diceva da prima di tutti.
Tenere l'acqua e un piano in casa non ti rende il matto del condominio: ti rende semplicemente quello che, il giorno in cui tocca, non si ritrova a improvvisare al buio con i figli che fanno domande.
Il problema vero è un altro. Tra il sentirti dire "preparati" e il sapere da dove cominciare c'è un vuoto in cui finiscono milioni di famiglie come la tua.
Lo vedi al telegiornale, l'acqua che entra nelle case di gente normale come te, e per dieci secondi pensi "dovrei farci qualcosa anch'io". Poi cambi canale, e quel pensiero scivola via fino al prossimo disastro in televisione.
Non è pigrizia: è che nessuno ti ha mai messo in mano una cosa semplice e italiana da seguire, e così continui a rimandare finché a decidere non sei più tu, ma il giorno in cui ti accorgi che era già tardi.
Per anni, in Italia, "prepararsi alle emergenze" voleva dire una cosa sola: bunker, scatolette, gente un po' fissata.
Roba da americani, o da survivalisti col coltello nello stivale.
Poi è cambiato qualcosa. Nel marzo 2025 la Commissione Europea ha chiesto agli Stati di far sì che ogni famiglia sappia resistere da sola almeno 72 ore in caso di crisi.
La Francia ha già distribuito un vademecum alle famiglie.
E la Protezione Civile italiana lo ripete da tempo: una famiglia preparata è una famiglia che, quando succede qualcosa, non si fa travolgere dal panico.
Tradotto: non sei un fissato se tieni in casa l'acqua e un piano. Sei semplicemente in anticipo su chi ci penserà solo quando sarà tardi.
Pierluigi Consiglio, volontario di Protezione Civile da dieci anni, ed ex pompiere, lo ha visto succedere troppe volte. "Nelle emergenze vere," racconta, "non è la mancanza della torcia a mettere nei guai le persone. È che nessuno sa cosa fare nei primi minuti. Si bloccano. Litigano su cosa prendere. Cercano informazioni col telefono mentre la linea è già intasata. E intanto le ore che contano passano."
"La differenza non la fa chi ha più attrezzatura," dice. "La fa chi ha già deciso prima cosa fare. Quando hai il piano in testa, nel momento non devi pensare: devi solo eseguire. Ed è lì che resti lucido, mentre intorno tutti perdono la testa."
Il guaio è che i manuali in circolazione non aiutano.
Quasi tutti tradotti male dall'inglese, pensati per i boschi del Montana, pieni di piante che in Italia non esistono e di consigli che al settimo piano di un condominio non servono a niente.
"Ti dicono cosa fare," spiega, "ma non come. E senza il come, un manuale è solo carta." Così ha fatto l'opposto...
Ha messo nero su bianco un metodo passo dopo passo per le prime 72 ore.
Non l'ennesimo PDF da riempire da soli: un percorso guidato, in italiano, costruito sulle emergenze che in Italia capitano per davvero, blackout estesi, alluvioni, terremoti.
Lo ha chiamato Metodo 72 Ore.Dentro c'è la sequenza esatta: cosa fare nei primi dieci minuti, come gestire acqua e cibo quando manca la corrente, come tenere insieme la famiglia e i bambini, cosa serve davvero nel kit (con prodotti che trovi al supermercato sotto casa, non su un sito americano) e come restare lucidi invece di farsi prendere dal panico.
E qui la parte furba: il cuore del metodo sono tre schede da stampare.
La lista del kit, i contatti d'emergenza, il piano di evacuazione di casa.
Le stampi, le metti nel borsone o le attacchi dentro l'armadio, e funzionano anche quando il telefono è scarico e la rete non prende. Perché in un blackout un PDF dentro un cellulare spento non serve a niente. Un foglio stampato sì.
Le prime famiglie che l'hanno usato lo raccontano così:
"Dopo l'alluvione del 2023 mi era rimasta addosso un'angoscia che non andava via. Qui ho trovato un piano chiaro, e le schede ora sono dentro l'armadio." — Sara T., Faenza
"Ero il primo scettico, pensavo fosse roba da survivalisti. In mezz'ora ho messo insieme il kit con cose che avevo già in casa." — Davide M., Milano
La guida si legge in un pomeriggio e si applica lo stesso giorno. Per chi vuole vedere come funziona, [autore] ha aperto una pagina dove spiega il Metodo 72 Ore e cosa contiene.
In questo momento è in offerta di lancio a 27 euro (poi salirà a 37), con accesso immediato, le tre schede stampabili incluse e due bonus: come leggere l'allerta meteo della Protezione Civile e la checklist del kit per l'auto.
Chi la prende in questi primi giorni riceve anche una sessione registrata, "Prepara la tua famiglia in un'ora".
C'è la garanzia: la provi 30 giorni, e se non fa per te ti restituiscono tutto.Non perché domani crolli il mondo. Ma perché, come dice lui, "il momento giusto per preparare la famiglia è l'unico in cui non sta succedendo niente. Cioè adesso."