INCHIESTA · SICUREZZA E FAMIGLIA


Per anni chi teneva scorte d'acqua e un piano d'emergenza in casa si è sentito dare del paranoico. Oggi lo raccomandano la Protezione Civile e mezza Europa.

Eppure quasi nessuna famiglia italiana saprebbe cosa fare nelle prime 72 ore di un blackout esteso, di un'alluvione o di un terremoto. Non per pigrizia: perché nessuno l'ha mai spiegato in modo semplice e adatto all'Italia. Un ex vigile del fuoco ha deciso di rimediare.

A cura della redazione · 9 giugno 2026

Nel giro di pochi mesi la Commissione Europea ha chiesto a ogni famiglia di saper resistere da sola almeno 72 ore in caso di crisi, la Francia ha già spedito il vademecum dentro le case, e la Protezione Civile italiana lo diceva da prima di tutti.

Tenere l'acqua e un piano in casa non ti rende il matto del condominio: ti rende semplicemente quello che, il giorno in cui tocca, non si ritrova a improvvisare al buio con i figli che fanno domande.

Il problema vero è un altro. Tra il sentirti dire "preparati" e il sapere da dove cominciare c'è un vuoto in cui finiscono milioni di famiglie come la tua.

Lo vedi al telegiornale, l'acqua che entra nelle case di gente normale come te, e per dieci secondi pensi "dovrei farci qualcosa anch'io". Poi cambi canale, e quel pensiero scivola via fino al prossimo disastro in televisione.

Non è pigrizia: è che nessuno ti ha mai messo in mano una cosa semplice e italiana da seguire, e così continui a rimandare finché a decidere non sei più tu, ma il giorno in cui ti accorgi che era già tardi.

Cosa ho visto in piu' di quarant'anni di emergenze

Pierluigi Consiglio ha fatto il vigile del fuoco. Poi, da dieci anni, è volontario di Protezione Civile.

C'era in Abruzzo, c'era in Emilia, è passato in mezzo a buona parte delle emergenze italiane degli ultimi anni: prima con la divisa da pompiere, poi col giubbotto della Protezione Civile.

In quelle case ci è entrato sempre nel momento peggiore, quando la corrente era già saltata da ore o l'acqua si era appena ritirata. E ha visto sempre la stessa scena.

Non gente senza torce, ma genitori normali, bravissime persone, fermi in mezzo al corridoio a litigare su cosa prendere mentre i minuti che contavano se ne andavano uno dopo l'altro.

"Il guaio non è l'attrezzatura che ti manca," dice Pierluigi. "È che davanti ai tuoi figli che ti guardano per sapere cosa si fa adesso, la testa si svuota di colpo. E chi non ha deciso prima, in quel momento non decide: si blocca, e basta." Chi invece il piano ce l'ha già in testa non deve pensare a niente: esegue. E mentre intorno tutti perdono la testa, è lui quello a cui gli altri si aggrappano.

Perché i manuali non ti salvano

E i manuali in giro, da quella scena, non ti tirano fuori.

Sono quasi tutti traduzioni frettolose dall'inglese, scritte per i boschi del Montana, piene di piante che in Italia non crescono e di trucchi che al settimo piano di un palazzo non sai nemmeno dove infilare.

Ti spiegano per bene cosa dovresti fare, e poi ti mollano proprio sul come. Un manuale che ti dice il cosa ma non il come, quando le luci si spengono, è soltanto carta da buttare.Così Pierluigi ha fatto l'opposto.

Il Metodo 72 Ore

Ha messo nero su bianco un metodo passo dopo passo per le prime 72 ore.

Non l'ennesimo PDF da riempire da soli: un percorso guidato, in italiano, costruito sulle emergenze che in Italia capitano davvero, blackout estesi, alluvioni, terremoti. Lo ha chiamato Metodo 72 Ore.

Un esempio, di quelli che a Pierluigi sono costati anni di emergenze per impararli. Quando salta la corrente, la prima mossa non è correre a riempire bottiglie a caso. È riempire la vasca da bagno: ti dà di colpo centocinquanta litri di riserva per lo sciacquone e l'igiene, così l'acqua pulita delle bottiglie te la tieni tutta per bere. Trenta secondi di gesto, fatto subito, mentre gli altri ci penseranno solo quando dal rubinetto non esce più niente.

Il metodo è tutto così: la mossa giusta, nell'ordine giusto, e il perché. Cosa fare nei primi dieci minuti, come gestire acqua e cibo senza corrente, come tenere insieme la famiglia e i bambini, cosa serve davvero nel kit (con prodotti che trovi al supermercato sotto casa, non su un sito americano) e come restare lucidi invece di farsi prendere dal panico.

Le schede che funzionano anche col telefono spento

E qui la parte furba: il cuore del metodo sono tre schede da stampare. La lista del kit, i contatti d'emergenza, il piano di evacuazione di casa.

Perché un PDF dentro un telefono spento non ha mai aiutato nessuno alle tre di notte.

Un foglio stampato, attaccato dentro l'anta dell'armadio, è lì che ti aspetta anche quando il cellulare è morto e la rete non prende.

Le prime famiglie che l'hanno usato lo raccontano così:

"Dopo l'alluvione del 2023 mi era rimasta addosso un'angoscia che non andava via. Qui ho trovato un piano chiaro, e le schede ora sono dentro l'armadio." — Sara, 39 anni, Faenza

"Ero il primo scettico, pensavo fosse roba da survivalisti. In mezz'ora ho messo insieme il kit con cose che avevo già in casa." — Davide, 47 anni, Milano

La parte su come restare calmi e cosa dire ai bambini vale da sola il prezzo. Finalmente in italiano, non un video americano confuso." — Elena, 35 anni, Torino

La guida si legge in un pomeriggio e si applica lo stesso giorno. Per chi vuole vedere come funziona, Pierluigi ha aperto una pagina dove spiega il Metodo 72 Ore e cosa contiene.

Scopri come prepararti in un pomeriggio

In questo momento è in offerta di lancio a 27 euro (poi salirà a 37), con accesso immediato, le tre schede stampabili incluse e due bonus: come leggere l'allerta meteo della Protezione Civile e la checklist del kit per l'auto.

Chi la prende in questi primi giorni riceve anche una sessione registrata, "Prepara la tua famiglia in un'ora".

C'è la garanzia: la provi 30 giorni, e se non fa per te ti restituiscono tutto. Non perché domani crolli il mondo: con tutta probabilità domani non succederà niente. Ma il momento per preparare la tua famiglia è esattamente questo, l'unico in cui hai la testa lucida e il tempo di farlo con calma, seduto al tavolo della cucina, invece di doverlo scoprire al buio con i bambini che ti tirano la manica.

Lo decidi tu adesso, con calma al tavolo della cucina. O lo deciderà l'emergenza per te, nel momento peggiore.

Scopri tutto sul Metodo 72 Ore

Chi siamo?

Metodo 72 Ore è la guida pratica alle prime 72 ore di un'emergenza, scritta da Pierluigi Consiglio: ex vigile del fuoco e volontario di Protezione Civile, presente in molte emergenze italiane dall'Abruzzo all'Emilia. Aiutiamo le famiglie normali a sapere esattamente cosa fare quando il sistema si ferma, senza diventare survivalisti.

Il Metodo 72 Ore è una guida informativa ed educativa alla preparazione domestica. Non sostituisce le indicazioni ufficiali della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco o delle autorità competenti. In caso di emergenza reale chiama sempre il 112 (numero unico di emergenza) o il 115 (Vigili del Fuoco) e segui le istruzioni delle autorità.

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